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“Non me l’aspettavo”: Stefano De Martino rompe il silenzio dopo l’annuncio di Sanremo 2027

De Martino e Conti
Il passaggio di testimone all’Ariston (screenshot instagram @stefanodemartinofanpage_) - Nicedie.eu

È bastato uno sguardo in diretta all’Ariston per cambiare tutto. Stefano De Martino lo racconta senza costruzioni retoriche, quasi con sorpresa ancora addosso.

La nomina a conduttore e direttore artistico di Sanremo 2027 è arrivata durante la finalissima, quando Carlo Conti gli ha passato il testimone davanti a milioni di spettatori. Un momento televisivo, certo. Ma anche un passaggio simbolico che pesa più di quanto sembri.

Il passaggio di testimone all’Ariston

Ospite al Tg1 delle 20, Stefano De Martino ha scelto parole semplici. “Mi ha preso alla sprovvista”, ha detto. Racconta di essere entrato quasi di corsa, di essersi seduto senza realizzare fino in fondo cosa stesse accadendo. Poi lo sguardo di Carlo Conti, l’applauso del teatro, l’affetto dell’Ariston. L’emozione è arrivata tutta insieme.

Non ha nascosto la gratitudine verso chi lo ha preceduto. Parla di un gesto generoso, di un ricordo che resterà. È un modo per riconoscere che Sanremo non è solo un programma, ma una macchina complessa, una tradizione che attraversa generazioni e che espone chi la guida a un livello di giudizio molto alto.

Le critiche e lo studio della storia del Festival

La nomina ha acceso entusiasmo ma anche dubbi. C’è chi considera il suo percorso troppo distante da quello di un direttore artistico. Ex ballerino di Amici, poi conduttore di programmi di intrattenimento come Affari Tuoi e Stasera Tutto è Possibile, De Martino arriva al Festival con un profilo televisivo forte, ma non legato direttamente alla direzione musicale.

Lui non evita la questione. Dice di essere già al lavoro, di aver comprato enciclopedie e testi che raccontano i 76 anni del Festival. Studia, legge, prova a capire come ogni edizione abbia fotografato un pezzo d’Italia diverso. La sensazione è che voglia costruire una sua idea partendo da ciò che è stato, senza fingere di sapere tutto.

Parla di “pedalare”. È l’immagine che usa per descrivere questa fase iniziale, quella in cui si prendono decisioni che richiedono mesi di preparazione. Non c’è ancora una scaletta, non ci sono nomi ufficiali. C’è un lavoro di impostazione che riguarda la struttura televisiva e l’identità culturale dell’evento.

Il team e il doppio ruolo tra palco e regia

Al suo fianco ci sarà Fabrizio Ferraguzzo come direttore musicale. Una divisione dei compiti chiara: a Ferraguzzo la parte musicale, a De Martino la costruzione complessiva dello spettacolo. Questo doppio ruolo, conduttore e direttore artistico, lo mette al centro di ogni scelta, dalle canzoni agli ospiti, dal ritmo delle serate al tono generale.

Intanto continua a guidare i programmi che già conduce. Al Tg1 promette che tornerà a parlare quando ci saranno novità concrete. Nel frattempo arriva anche un cambiamento logistico: la produzione di Affari Tuoi dovrebbe spostarsi da Roma a Milano, una soluzione che riduce i viaggi e gli consente di concentrarsi meglio su quello che lo aspetta.

Per il pubblico che ogni febbraio si siede davanti alla tv in famiglia, la domanda è una sola: che Festival sarà? Più leggero, più televisivo, più legato allo spettacolo? Oppure capace di sorprendere anche sul piano musicale? Le risposte non ci sono ancora. C’è solo un uomo che dice di sentirsi investito di una responsabilità grande, con entusiasmo e con una certa pressione addosso. E questa volta non è un ruolo in scena. È una pagina da scrivere.